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Primi passi incerti
6 DICEMBRE 2017
L'ultima edizione di Più con Meno è stata dedicata, in parte, al tema dello spreco di cibo nelle mense scolastiche. Abbiamo sostenuto due progetti, uno nell'area dell'Alta Valsugana e Bersntol, l'altro nell'area della Valsugana e Tesino. Tutte e due le situazioni hanno messo in evidenza come il tema del cibo e dello spreco è complesso e le variabili su cui è possibile agire sono molteplici. Si spreca perché i regolamenti impongono di riempire i piatti dei bambini di dosi standard di cibo; perché il servizio è organizzato in modo da non permettere di riempire di meno il piatto, favorendo un secondo passaggio a richiesta; perché gli insegnanti sono poco attenti o troppo pressanti; perché i bambini quando smettono di essere bambini si ribellano alle imposizioni (a quell'età anche ribellarsi a un cavolo può dare le sue soddisfazioni). Queste variabili, solo per parlare dello spreco prodotto durante il servizio mensa. Ma se ci pensiamo e osserviamo i dati più da vicino, vedremo che si spreca anche durante la fase di produzione e trasformazione, durante le fasi di commercializzazione e soprattutto a casa. Più con Meno grazie al focus sullo spreco nelle mense ci ha permesso di mettere in discussione alcune ipotesi ingenue e di verificare come la redistribuzione degli avanzi non sia sempre la soluzione migliore e talvolta nemmeno la più semplice da praticare. Per questo motivo Antonio Castagna, ideatore e coordinatore di Più con Meno, ha scritto un commento sulla legge provinciale 10/2017 contro lo spreco alimentare. (Rifiuti Lab 24/11/2017) La legge sembra privilegiare il metodo della redistribuzione degli scarti e non prevede esplicitamente azioni di approfondimento su tutto il resto della filiera del cibo. E se ci fosse ancora tanto da scoprire? (vedi link sottostante)
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